Interessante scelta del cardinale di Milano Angelo Scola, che nella sua diocesi (la più grande del mondo) ha istituito un ufficio per l’accoglienza dei fedeli separati. L’idea, spiega la nota diffusa oggi con una lettera a tutta la comunità milanese, nasce dal desiderio della Chiesa ambrosiana di rispondere alle sollecitazioni del Sinodo sulla famiglia. Consulenza gratuita, agevolazione dei percorsi canonici per l’eventuale verifica di nullità; operatività dal prossimo 8 settembre, una sede a Milano e due periferiche a Lecco e Varese.

In merito all’iniziativa (qui il link con tutti gli elementi per approfondire) c’è chi griderà allo scandalo, c’è chi si spaventerà. Ma ci sarà anche chi proverà a seguire questa strada. Che mi pare offra una immagine di Chiesa molto vicina a ciò che auspica Papa Francesco. Non è una rinuncia ai valori, non è una sconfitta al “piano del mondo” (plaudendo al divorzio o ai legami fugaci), ma un modo per applicare quel “codice della misericordia” nella società che secondo Bergoglio deve diventare la “cifra” per camminare con gli uomini e le donne di oggi, e che ispira l’imminente nuovo Anno Santo. È un chinarsi sulle “ferite” senza dare giudizi. Una cosa buona, tutt’altro segno dell’arroganza e del moralismo che spesso albergano non solo in tanti boriosi credenti, ma anche in molti sedicenti laici.

 

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