Lo si può dire? E basta. Ma è mai possibile che qualsiasi atto, gesto, discorso di Papa Francesco per alcuni commentatori, anche seri, non vada mai bene? E i musulmani, la famiglia, i divorziati, la misericordia, l’ultimo intervento tra gli universitari di Roma: mai che ne azzecchi una. Ora, intendiamoci, ben venga in Santa Romana Chiesa il dibattito e il confronto, ma non la demoniaca gazzarra. Tra i detrattori stimo Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1, professionista intellettualmente onesto, che posta sempre con rispetto le sue critiche a Bergoglio. Ma non considero, per essere chiari, Antonio Socci, di cui rispetto la storia personale; temo sia ossessionato su questo fronte: è rissoso e scrive con acrimonia, così come il manipolo di quei siti  – ecco, sì, espressione di un “cattolicesimo a serramanico” è una bella definizione – che inorridiscono gridando alla distruzione della dottrina e dell’ortodossia da parte dell’attuale Pontefice. Una patologia degenerativa. Io non penso che sia così. Ritengo, anzi, che qualche scossone da parte dell’uomo “venuto dalla fine del mondo” sia salutare per tutti, soprattutto per i cattolici. Quanto allo stile e al modo di esprimere le proprie idee suggerisco di leggere la recente riflessione di Enzo Bianchi sulla castità nelle relazioni umane (che non è solo astinenza sessuale e ha a che fare, ma guarda un po’, con l’aggressività) e magari anche il manifesto contro le #ParoleOstili e l’odio in rete.

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