È il parroco del mondo o il più scomodo dei leader politici? Per alcuni è il “parroco del mondo”: quando decide di vivere in pochi metri quadrati a Santa Marta, quando scende dalla papamobile per abbracciare un malato, quando apre la Porta Santa del Giubileo in una diocesi africana e non a San Pietro… Per altri è un leader politico scomodo: quando denuncia gli eccessi della finanza, si preoccupa delle sorti dell’ambiente, si scaglia contro i potenti delle armi. Jorge Mario Bergoglio non è solo il pastore della cattolicità, ma un’icona carismatica, di grande forza comunicativa, che sta sollecitando le coscienze di credenti e non credenti.

In una galleria di respiro internazionale, cinquanta grandi personalità della vita politica, culturale, artistica e imprenditoriale hanno accettato di confrontarsi  con la figura di Papa Francesco.

Un contributo vergato di pugno, in cui intellettuali, accademici, economisti, artisti, scrittori, sportivi, industriali hanno condiviso i sentimenti e le idee che hanno suscitato in loro i gesti e le parole di questo pontificato.

In una sorta di pubblica agorà, si rincorrono suggestioni, riflessioni, sguardi. Sono opinioni diverse: alcune entusiastiche, altre critiche e puntute, in ogni caso sempre rispettose, provenienti da universi culturali variegati, molti non certo vicini alla Chiesa.

Con «Francesco e noi» vorrei far toccare con mano che dialogare, gettare ponti, non significa rinunciare alla propria identità, quanto piuttosto approfondirla con onestà intellettuale.

Un excursus nient’affatto apologetico. Un caleidoscopio davvero particolare.

Il volume è in libreria o acquistabile sul Web dal 7 marzo 2017, alla vigilia del quinto anno di pontificato di Bergoglio iniziato il 13 marzo 2013.

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