Sono perplesso. Talvolta anche demoralizzato. La Chiesa che auspica Papa Francesco mi affascina e credo che sia autenticamente evangelica. Bergoglio è oggettivamente dirompente. Come tutti i grandi figli di Dio può anche darsi che sia un grande figlio di buona donna. È imprudente, è pienamente consapevole di esserlo, ma anche l’errante rabbi galileo di oltre duemila anni fa era così. E dava fastidio soprattutto al clero dell’epoca.

La gerarchia è compromessa con il potere. Ha paura di perderlo.

È compromessa con il vizio: omosessualità ipocrita (non ho nulla contro gli omosessuali, ma in Santa Romana Chiesa viene trattato peggio l’eterosessuale che s’innamora e fa un figlio), purché non si dica. Per non parlare della pedofilia e del denaro. Purché non si sappia. Ricatti, marciume morale. E lo dico senza alcun moralismo, perché è proprio il moralismo che deve essere abbattuto.

Cosicché nessuno decide, nessuno fa. C’è una Chiesa silenziosa che compie gesti eroici e silenziosi, spiritualmente rilevanti. Ci sono orrendi cantori della tradizione che ripetono litanie eccitanti solo per topi di biblioteca. Il mondo va alla deriva e questi si incapponiscono (nel senso manzoniano) su sacramenti e oscurantistiche verità da presidiare sui confini. Che orrore esistenziale.

Ha ragione Gian Enrico Rusconi, laico cocciuto quanto puntuto.

Come in Borsa, c’è ora un pesante effetto rimbalzo su Bergoglio. Scuote e pochi lo seguono. Tutti distinguono, non si compromettono: non è un teologo, però… Però il bivio c’è: non è uno scisma, ma ci siamo vicini. Chi mi ama mi segua. Era così. Lo sarà presto ancora di più. Utopia? Realtà che deve prevalere sulla verità?

1 COMMENTO

  1. Bergoglio è un umilissimo araldo della verità evangelica. Nulla di più nulla di meno. Cristo è il suo titolo la sua fonte la sua via. Tutto il resto è vanità (Ecclesiaste). Vanità per per dimenarsi nella perseverazione nell’errore, per cercare una giustificazione che non c’è

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