Chissà se avremo presto un Governo. È auspicabile, ovviamente, anche se esempi recenti in Europa, penso al Belgio, svelano che l’economia e quindi il Pil possono crescere anche in assenza di un esecutivo. Non sottilizzo sulla distinzione tra inciucio e senso di responsabilità, perché le definizioni cambiano in base al punto di osservazione e siamo pur sempre italiani. Ma vorrei ricordare ai nostri rappresentanti delle Camere che “tengono famiglia”. Non per istigarli al familismo amorale, pratica che la sociologia indica come tipica di una società arretrata, clientelare, mafiosa, sì mafiosa. Ma per dire che genitori e figli debbono essere una priorità.

La famiglia è un investimento, non una spesa.

I dati demografici, impietosi, documentano il nostro invecchiamento ogni giorno che Dio manda in terra: la natalità diventa sempre più rarefatta. Non è tempo di suggerimenti, siamo già stati rintronati a sufficienza in campagna elettorale con le promesse. Vediamo i fatti, propongano strumenti snelli e non ulteriore burocrazia, legiferino: cerchiamo di capire come i nostri decisori pubblici si muoveranno su questo delicatissimo fronte. Non importa la casacca partitica, importa la visione politica, cioè strategica. E qui tocca a noi: incalziamoli, non diamo loro tregua in alcun modo. Teniamo famiglia. Soprattutto, teniamo al futuro.

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