Torno in libreria con «La Bibbia dei non credenti».

“La Bibbia dei non credenti” è un format dell’ormai lontano 2002, riveduto e aggiornato.

Un’idea semplice: ho chiesto a oltre cinquanta personaggi pubblici (intellettuali, manager, imprenditori, scrittori, artisti, economisti, politici, anche ex terroristi) ritenuti lontani – o apparentemente tali – dalla fede di commentare un brano dell’Antico o del Nuovo Testamento rimasto loro impresso nella memoria.

Perché? Ho scritto l’introduzione del libro l’11 settembre scorso. Ricordo come se fosse ieri l’angoscia di quelle ore tumultuose del 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle. Scosso per la rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci, per il livore che scorreva a fiumi, per l’inquietudine e la fragilità che forse sembravano dar ragione al temuto scontro di civiltà ipotizzato dal politologo americano Samuel Huntington. In fondo, quando mai l’uomo ha imparato qualcosa dalla storia? Nulla di più facile che una nuova guerra planetaria di religione: il peggio dei monoteismi violenti, che ritenendo di possedere la verità, trionfano sentendosi autorizzati a uccidere chi non asseconda il proselitismo o dice di no con assoluta dignità. Uno scenario probabile, più che una ipotesi.

In realtà, da quel giorno del 2001 siamo sprofondati al ground zero delle nostre presunte certezze.

Le incognite sul futuro, acuite dalla paura millenaria e da una lacerante crisi economica che covava sotto la cenere, ci hanno reso peggiori. In umanità, soprattutto. Feriti per l’assenza di buone relazioni, affettivamente smarriti nella incipiente freddezza digitale del villaggio globale.

Tra le rovine del senso che non sappiamo più dare alla vita – perché qui sta il punto – si è annidata l’indifferenza: moltiplica gli insoddisfatti e i depressi seriali, ma anche i maneschi ignoranti e i portatori malsani di odio. Come metastasi aggressive. Nella quasi totale assenza di bussole per una politica alta e non demagogica. Basta curiosare ancora oggi tra i social media per averne un assaggio.

Cosicché, quando Mondadori-Piemme mi ha comunicato che desiderava riportare in libreria il format di questo volume, nato proprio all’epoca delle Twin towers, non ho avuto un attimo di esitazione.

Già allora l’operazione era stata una sfida, a partire dal titolo forzato. Si può definire un “non credente”? Io penso di no. Semplifica soltanto rispetto a chi non ama classificazioni e che, a seconda dei casi, può definirsi ateo, agnostico, tiepido, tormentato, religioso ma non osservante, miscredente o inatteso credente. Ho bussato alla porta di tanti, pur di averli in questa lettura collettiva “eterodossa” e non autorizzata della Bibbia.

Sì, partendo proprio da lì. Perché, come amava ricordare il cardinale arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini (che non a caso creò la “Cattedra dei non credenti”), è importante la familiarità con la Scrittura per «affrontare il dialogo interreligioso e interculturale». Tutta la Bibbia, sottolineava Martini, racconta la vicenda di un popolo che «entrato via via in contatto con nuove culture e correnti di pensiero, in parte le ha assorbite e in parte ha operato su di esse un discernimento illuminante».

A partire dalla Scrittura, dunque, si può tentare di costruire un modo di dialogare differente, più sincero, senza maschere: perché consente di entrare in una ferita non rimarginata, di accedere a barlumi di speranza, di rivelare aperture inattese come terribili chiusure. In ogni caso – di fronte al Libro più venduto e più letto nel mondo – non si può non essere sinceri e non porsi delle domande importanti e fondamentali.

Non si può non trovare balsamo e nutrimento proprio per ricostruirci in umanità.

Trovo tutto questo sorprendente, straordinario, incredibile e incoraggiante: a maggior ragione, ed è il motivo per cui queste pagine sono volutamente provocatorie, in un periodo difficilissimo per la Chiesa cattolica, in cui ogni giorno che Dio manda in terra c’è qualche illuminato conservatore che cerca motivi per sostenere che Papa Francesco sta distruggendo la tradizione, l’ortodossia e tutto ciò che di peggio si può escogitare sulla sua malvagità.

C’è chi si è messo molto in gioco, chi meno. Sono nate in ogni caso relazioni, complicità, legami, condivisioni profonde. O la conferma di distanze abissali.

Proprio per questo, ancora di più, mi sono convinto che il Dio della Bibbia e delle religioni monoteistiche, posto che esista e sia un buon Dio, da lassù non può che desiderare la felicità degli uomini.

Per cui diffidiamo di tutti quei corvacci che pensano di narrare la religione e la fede come qualcosa di tetro e tenebroso.

Da ground zero – nonostante la sofferenza lacerante – si può sempre ripartire con uno spirito nuovo.

Elenco dei “non credenti” della “Bibbia dei non credenti”.

Oliviero Toscani, Margherita Hack, Marina Cuollo, Paolo Cornaglia Ferraris, Ritanna Armeni, Gad Lerner, Vittorino Andreoli, Tullio Regge, Marcello Veneziani, Valerio Evangelisti, Giancarlo Donadio, Bruno Gambarotta, Bianca Pitzorno, Marco Revelli, Guido Davico Bonino, Fausto Bertinotti, Mario Tuti, Erri De Luca, Vittorio Marchis, Luciano Violante, Stefano Zecchi, Salvatore Natoli, Silvia Ronchey, Piergiorgio Odifreddi, Guido Ceronetti, Francesco Guccini, Elsa Fornero, Folco Quilici, Sergio Segio, Marco Boglione, Adriano De Luca, Fabio Volo, Romilda Bollati, Mario Borghezio, Vincenzo Consolo, Massimo Gramellini, Salvatore Mannuzzu, Rosetta Loy, Enrica Tesio, Fulvio Scaparro, Beppe Grillo, Hans Georg Berger, Renzo Arbore, Gianluca Dettori, Evelina Christillin, Goffredo Fofi, Luciano De Crescenzo, Liliana Cavani, Ettore Mo, Emilio Giannelli, Massimo Cacciari, Angelo Petrosino, Gian Enrico Rusconi, Monica Cirinnà

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