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Per non dimenticare Tibhirine

18/05/2026

Salone internazionale del libro | Lingotto Fiere | Torino | Pad. 2 Sala Rosa | ore 12,45

Trent’anni fa, nella primavera 1996, si perpetrò la strage di sette monaci trappisti a Tibhirine, in Algeria. I religiosi vennero sequestrati nella notte tra il 26 e il 27 marzo di quell’anno al monastero di Notre-Dame de l’Atlas. L’annuncio della loro uccisione fu poi diffuso il 21 maggio 1996, sebbene la data esatta dell’assassinio sia incerta, spesso indicata proprio in questo giorno o nei giorni immediatamente precedenti. Le teste mozzate dei monaci furono rinvenute il 30 maggio 1996 nei pressi di Medea. I religiosi, rapiti dal Gruppo Islamico Armato (GIA) durante la guerra civile algerina, sono stati proclamati beati e martiri l’8 dicembre 2018. 

Che cosa insegna oggi quel terribile episodio? Ne parlo con Erio Castellucci, arcivescovo di Modena e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, e François Vayne, giornalista, coautore del libro «Tibhirine vive» (Lev), che ha conosciuto personalmente i monaci dell’Atlas.

L’evento fa parte di un corposo iter culturale promosso da Libreria Editrice Vaticana (Lev) in occasione dei suoi cento anni di vita, le cui celebrazioni segneranno il 2026 della casa editrice della Santa Sede.

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